+ sabato, 20 giugno 2009 +

Erbe: Artemisia, Verbena, Rosa, Caprifoglio, Lillà, Felce, Sambuco, Timo, Margherita,Lavanda, Edera e Garofano.
Pietre: Smeraldi, Giada, Lapislazzoli
Litha (dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere ) , il Solstizio d'Estate [1][3], è uno dei quattro sabbat minori. Le celbrazioni solitamente iniziano alla mezzanotte del 20 e continuano fino al 23.
E' il giorno in cui il sole celebra il suo trionfo: è alla sua più alta potenza ed è, infatti, il giorno più lungo dell'anno.
Ma, dopo il 21 giugno, le giornate inziano ad accorciarsi fino all'arrivo del Solstizio d'Inverno, in quella che è la fase calante dell'anno.
Litha è il momento per le feste, la musica, le danze e i falò: il tutto per onorare il Dio Sole e incoraggiarlo a raggiungere il suo massimo potenziale. La vigilia della notte di Midsummer è la più importante celebrazione wiccan connessa al folklore delle fate.
La Dea, che nel suo aspetto di fanciulla ha incontrato il giovane Dio e ha celebrato il matrimonio sacro a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra è piena del prossimo raccolto. La Madre regna come Regina dell'Estate ed è attraverso lei che il suo Consorte raggiunge la realizzazione del ruolo e del suo ultimo sacrificio. Lei è la Terra; lui è l'energia e il calore che è entrata in lei per far nascere nuova vita. La sua energia esploderà con il raccolto, il grano e la frutta che nei prossimi due giri della ruota maturerà e ciberà le persone e gli animali. Il Dio diventerà un voluto sacrificio, cadendo con il raccolto e diventando seme per la sua stessa rinascita.
Questa festa rappresenta il Sole in tutta la sua gloria: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte. [2]
Il Re Quercia e il Re Agrifoglio si scontrano nuovamente ma, questa volta, la vittoria è del Re Agrifoglio che regnerà fino al prossimo Yule, mentre la Dea, la quale non combatte, non si schiera e non soccombe ma costituisce un perno immobile tra le due figure, simbolo della Morte in Vita.
Infatti, anche se ora la terra è esuberante nella sua fertilità, è pur sempre uno zenith transitorio in cui la Natura presiede alla morte del Re della Quercia e all'insediamento del suo oscuro ma necessario gemello.
Litha non è una festa di carattere esclusivamente maschile: nella celebrazione del Solstizio d'Estate è uso onorare sia il Dio che la Dea.
Pare che in questo periodo i culti relativi alla Dea Diana, divinità strettamente legata alla luna, entrassero in grande fermento. Ad essa ed alle altre dee lunari era associata infatti la famosa rugiada che si raccoglieva all'alba del Solstizio d'Estate.
L'acqua del Solstizio è direttamente collegata, quindi, alla luna e al segno del Cancro: significativamente il glifo di questo segno zodiacale è composto da due segni spiraliformi che si oppongono in un simbolo simile allo Yin-Yang orientale, forse indicanti le due metà dell'anno che ora si incontrano.
Nelle celebrazioni solstiziali l'acqua è rappresentata, appunto, dalla rugiada o "guazza di San Giovanni", cui sono attribuiti poteri miracolosi: fare ricrescere i capelli, ringiovanire la pelle o addirittura propiziare la fertilità. Non era raro che molte giovani donne si bagnassero nude nei prati con la magica rugiada la notte di San Giovanni.
Come a Samhain, anche a Litha i confini tra i mondi si assottigliano, per cui è possibile avere esperienze singolari mentre le fate si radunano nelle valli.
La caratteristica di Litha di essere un "giorno fuori dal tempo" è molto diversa da quella di Samhain.
Litha ha le qualità al contrario ; cioè le cose sono spesso ribaltate o confuse (es. le candele sono messe a galleggiare sull'acqua).
In questo periodo le Streghe preparano amuleti solari protettivi, per proteggere la famiglia e altre cose tradizionali.
Le piante sacre, come nella tradizione druidica, raggiungono qui il loro culmine magico, e le streghe si dedicano alla raccolta delle erbe.
I familiari e gli animali domestici occupano un posto d'onore durante questa festa, e le Streghe fanno entrare i loro animali domestici nel cerchio magico perche' ricevano benedizione e magia protettiva.
[1] Solstizio deriva dal latino solstat, "il sole si ferma", e, infatti, pare quasi che il sole indugi un po' in questa posizione prima di riprendere il suo cammino discendente.
[2] Questa verità era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le "ley lines", le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica energetica tramite la potenza solare. Anche monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori artificiali del sistema energetico terrestre.
I cristalli possono essere potentemente caricati al solstizio e siccome il granito dei megaliti di Stonehenge contiene una grande quantità di quarzo, questo cerchio si attiva al Solstizio, generando un forte campo energetico. Non a caso la cerimonia del Solstizio d'Estate è la festa più elaborata e più famosa compiuta dai moderni ordini druidici, che la celebrano ogni anno appunto a Stonehenge (nel 1999 sono ripresi i rituali dopo una sospensione di dieci anni decretata nel 1988 dalle autorità britanniche per motivi di ordine pubblico).
[3] Il Neo-Druidismo chiama il Solstizio d'Estate Alban Heruin, "Luce della riva". Infatti, la festa è al centro dell'anno, al suo volgere, così come la spiaggia è il luogo d'incontro di mare e di terra dove i due confini si uniscono. Nelle tradizioni antiche la "terra" era la zona astronomica al di sopra dell'equatore celeste e l' "acqua" quella inferiore. Il sole trovandosi nel loro punto d'incontro è come sulla riva del mare.
Da: Stregadellemele.it
La magia d'amore e di guarigione è adatta a questo momento dell'anno. La notte di Litha è il momento in cui i Druidi raccolgono le piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno. Ma esistono in realtà molte tradizioni magiche legate a questa notte. Si dice che i bastoncini per divinare sono infallibili, così come i sogni che tendono a diventare realtà. La felce, che conferisce invisibilità, si racconta che sbocciasse proprio a Litha e che andasse colta proprio quella notte. Ovviamente qualsiasi pianta colta la notte di Litha è magicamente più efficace. Una ghirlanda può essere messa sulla porta con piume gialle per la prosperità e piume rosse per la sessualità.
Litha celebra sia il lavoro che il piacere, i bambini e il comportarsi da bambini! E' il momento per festeggiare la fine dell'anno crescente e l'inizio di quello calante.
Litha porta con sè molti rituali legati alle fate, basti pensare come la tradizione possa influenzare anche la letteratura. Prendiamo ad esempio Shakespeare e il suo " Sogno di una notte di Mezz'estate". Si dice che il piccolo popolo, gli elfi e le fate, possano essere visti con più facilità nella notte del solstizio, perchè il velo tra i mondi è più sottile. Siamo quindi avvisati e ammoniti di fare attenzione quando camminiamo in questa notte nelle nebbie dei boschi, potremmo finire nella terra delle fate e perderci per molto più tempo di quanto crediamo!
Litha è anche un momento d'amore. Gli amanti si stringevano le mani su un falò, si spargevano fiori gli uni sugli altri e saltavano sul fuoco sempre assieme. Chi cercava l'amore invece divinava. In Scandinavia, le ragazze mettevano sotto il cuscino, fiori per introdurre nei loro sogni l'amore e per farlo diventare realtà. In Inghilterra si diceva invece che se una donna non sposata a Litha apparecchiava la sua tavola con una tovaglia pulita, del pane, del formaggio e del vino e quindi apriva la porta di casa e aspettava, l'uomo che avrebbe sposato, o il suo spirito, sarebbe andato a festeggiare con lei.
Litha è anche il momento adatto per fare il rituale di Dedicazione alla Wicca; quindi se siete praticanti da un pò di tempo, magari potete scegliere di iniziare il vostro percorso dedicato. (Se volete qualche consiglio chiedetemi anche privatamente). Inoltre si celebrano molti rituali che includono l'utilizzo del calderone pieno di fiori, l'athame nel calderone, l'essiccamento delle erbe. Le erbe possono essere essiccate sul fuoco sacro che accenderete all'esterno. Oppure scaldate al sole per tanti giorni. E' rituale anche l'utilizzo dello specchio per catturare la luce del sole e le fiamme. Alcuni credono che oggi sia vietato spegnere i fuochi, dormire fuori casa e occuparsi poco degli animali di casa.
Un'erba associata a Litha è l'erba di san Giovanni o l'iperico. Questa pianta con le sue infiorescenze brillanti e gialle a quattro punte come la croce solare che è governata dal sole. Una leggenda vuole che se si inciampa sulla radice di san Giovanni la notte di Litha, si viene magicamente trasportati nel regno delle fate. L'erba di San Giovanni presa in questi giorni può essere appesa sulla vostra porta come un amuleto di protezione.
Un'altra pianta sacra a Litha è il vischio, sacro ai druidi. Si trovava sui rami più alti delle querce e veniva tagliata a mezzogiorno con un falcetto d'oro e non doveva mai toccare terra o avrebbe perso la sua magia. Tagliatelo con i vostri amici ed evitate che tocchi terra.
Le tradizioni legate alla notte Litha contano l'accensione del falò, che nelle antichità serviva sia per dare luce che per allontanare gli spiriti maligni. Le persone erano soliti saltare il fuoco per avere fortuna. Le strade inoltre erano illuminate con lanterne e vi erano fuochi dovunque! Vi erano danzatori e attori vestiti da unicorni e draghi. Vi era anche la legenda dei serpenti che si riunivano e si trasformavano in una grande palla sibilante e contorcente. Chiunque riuscisse a prenderla avrebbe avuto poteri magici.
La porta di casa era decorata con foglie di betulla, con finocchietto selvatico, con iperico e lillà bianche. Inoltre erano considerate magiche in questa notte 5 erbe: le rose, l'iperico, la verbena, la ruta e il trifoglio. Infatti in Spagna questa notte è chiamata la "Notte della Verbena ". Le giovani donne raccoglievano l'erba di san giovani nella speranza di divinare e scoprire il futuro amore.
Litha è il momento di ricelebrare la fiammata della vita anche attraverso la danza. La danza è uno dei più antichi modi di celebrare e di fare rituali nel mondo; un rito sacro che conosce gli arabeschi del tempo. Solitamente, colui che danza aduna gli spiriti per ottenere chiaroveggenza e conoscenza; comunica e riceve informazioni; onora gli antichi; cura e guida il viaggio mistico della sua anima nella danza della vita.
E' il momento anche speciale delle benedizioni agli animali, così come delle protezioni per i vostri compagni di casa. Potreste scegliere di far partecipare al vostro rituale anche il vostro cucciolo o dargli un regalo speciale, magari un piccolo pentacolo da appendere al collare. Io ogni Litha abbraccio il mio cucciolo, infondendogli tutto il mio amore, visualizzando l'abbraccio anche energeticamente.
Celebrare Casmaran - Litha
Possiamo raccogliere le erbe del solstizio e conservarle come portafortuna. La pianta sacra del solstizio d'estate è l'iperico. L'iperico raccolto a mezzogiorno del solstizio era capace di guarire molte malattie, mentre le radici raccolte a mezzanotte cacciavano via gli spiriti maligni. L'iperico era appeso sulle porte per proteggere le abitazioni dagli spiriti malvagi, e il suo nome greco hyperikon significa appunto "proteggere" o "sconfiggere un'apparizione".
Com'è nella tradizione bruciare nove ceppi nei fuochi di Beltane, è anche costume tirare 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha. E sono: Iperico, Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio, Piantaggine e Artemisia.
In tutta Europa si traevano (e forse ancora si traggono) presagi ad opera delle ragazze nubili per sapere se si sarebbero sposate ed eventualmente acquisire indizi sull'identità del futuro sposo. Ad esempio col piombo liquefatto nelle padelle s'individuava, tramite le forme assunte dal metallo, il mestiere del futuro sposo. Altri metodi utilizzavano la chiara d'uovo versata nell'acqua o le fave sbucciate.
In Galles per trovare la propria anima gemella si camminava intorno ad una chiesa nove volte e si metteva alla fine di ogni giro un coltello nella serratura del portone, dicendo: "Qui c'è il coltello, dove è il fodero?" Il simbolismo è evidente...
Usanze logiche se si pensa che la Natura, al massimo del suo rigoglio, favorisce tutto ciò che riguarda l'amore e la fertilità.
E' il giorno delle divinazioni e delle magie domestiche, dei piccoli e grandi riti protettivi legati all'elemento fuoco.
Per celebrare Casmaran possiamo fare cose molto semplici. Ad esempio alzarci all'alba e osservare il sole che spunta, meditando sulle sue qualità e sul suo destino: la massima forza coincide con l'inizio del suo declino.
Possiamo bagnarci con la rugiada solstiziale oppure accendere un piccolo falò nel nostro giardino la vigilia del solstizio e organizzare un piccolo festino con i nostri amici.
Ma possiamo anche celebrare ritualmente questo momento con una veglia che cominci a mezzanotte, in fondo è la notte più breve dell'anno!
All'aperto si può tenere acceso un piccolo fuoco oppure si possono accendere candele rosse o dorate, meditare sui significati di questa festa, ascoltare o suonare musica, leggere poesie, magari in compagnia dei nostri amici.
Al momento dell'alba possiamo salutare il sole dicendo:
"Salute a te Sole nel giorno del tuo trionfo!"
Sentiamo l'energia solare che pervade il mondo.
Possiamo fare offerte di vino e di dolci.

+ mercoledì, 08 aprile 2009 +

Spunti tratti da:
Il Cerchio della Luna & Il Calderone Magico

+ lunedì, 12 gennaio 2009 +
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+ domenica, 23 novembre 2008 +
Lo spostamento al di là di tempo e spazio
Il fattore “tempo”, sul piano fisico, dipende esclusivamente dall'educazione e dalle convenzioni degli umani. Regolandoci col Sole, siamo abituati a dividere l'anno in trecentosessantacinque giorni, in quattro stagioni, in dodici mesi, e le giornate in dodici ore di luce e dodici ore di buio. Eppure tutti ci rendiamo conto quanto il Tempo sia invece una dimensione del tutto soggettiva influenzata dall'ambiente e dalla nostra momentanea occupazione: i popoli dell'emisfero meridionale del pianeta hanno una concezione del tempo estremamente più compressa di quelli che abitano nelle regioni del nord; in pratica, essi hanno più "pazienza". Sul Piano Astrale, al di là della soggettività con cui si influenza l'incedere degli attimi e che, come sul piano fisico, dipende da quanto la nostra attenzione è coinvolta e da come ci “sentiamo”, esiste ovviamente anche il “fattore ambientale”. Come al solito, per avere ben chiaro il concetto, è necessaria una sperimentazione personale, anche se esistono dei parametri oggettivi che devono venire considerati. Sull'Albero della Vita, a seconda del "mondo" (o "piano") in cui ci troviamo, il tempo risulta comunque estremamente più veloce che sul piano fisico, mentre nei pressi di una Piramide di una Torre di Guardia enochiana tale dimensione sarà molto più dilatata. A questa norma generale fanno eccezione gli Aethyr: in questo caso non è possibile dare una regola valida per tutti e trenta i cerchi. Si potrà passare da dimore quali ZAX, ove "tutto è qui e subito" (cioè non esiste tempo e spazio), ad ambienti come LIL o TEX dove la dimensione si contrae a tal punto che sarebbe bene puntare una sveglia per tornare prima di stancarsi troppo. Questo è il punto: perdere troppe energie sul Piano Astrale può davvero costare caro. Ci si potrebbe trovare nella sgradevole situazioni in cui si è troppo stanchi per lottare adeguatamente o fronteggiare in modo efficace un pericolo emergente; oppure si potrebbe dimenticare alla deriva, non protetto, un oggetto creato (dimenticando cioè di riassorbirlo propriamente) o addirittura il proprio Corpo, così da lasciarlo preda di qualsiasi intelligenza come una larva qualunque.
LA DIMENSIONE SPAZIO SUL PIANO ASTRALE.
Diversamente dal Tempo, nella Dimensione di Luce, lo Spazio rappresenta (con l'eccezione dell'Aethyr ZAX) un fattore che facilita enormemente la vita allo sperimentatore. Infatti, al di là delle allucinazioni e dei miraggi, architettati da qualche demone, per confonderci, lo Spazio astrale è del tutto relativo alla Volontà: in pratica, esso non esiste (o almeno non esiste quale componente limitativa come sul piano fisico). Sarà dunque possibile procedere a velocità straordinaria, o trasferirsi immediatamente da un luogo all'altro (anche se ciò non è affatto consigliabile per i principianti), oppure spostarsi con una precisione incredibile miniaturizzando il proprio Corpo Astrale. Tutto ciò che sarebbe possibile sul piano fisico variando a volontà le dimensioni spaziali si realizza all'istante sul Piano Astrale senza illusioni (o delusioni).
IL RAPPORTO TRA FISICA NELLA TERZA DIMENSIONE E FISICA ASTRALE
Ogni legge della Fisica materiale trova riscontro nella Fisica astrale, tenendo naturalmente presente le differenze delle variabili T ed S che si evincono dai paragrafi precedenti. Ovviamente un manuale di Fisica astrale sarebbe alquanto inutile, essendo il Piano in oggetto estremamente soggettivo e del tutto pratico. Per ogni definizione, comunque, sarebbe opportuno tenere presente la Relatività di Einstein: “A che ora Zurigo si ferma a questo treno?”.
La cosiddetta Dimensione Astrale costituisce, a differenza di quanto si crede, una vera e propria dimensione parallela a quella fisica, ma altrettanto vera e reale. Essa non è frutto dell'immaginazione, di un "sogno ad occhi aperti" o di una fantasia, ma un concreto stato alternativo soggettivo-oggettivo dell'essere con proprietà del tutto analoghe, anche se differenti, a quelle della dimensione fisica. La luce astrale, o Akasha, vibra molto più intensamente dei corrispondenti fotoni, e possiede un coefficiente plastico maggiore. Inoltre, la densità delle molecole di quella che può venire considerata la "materia" del Piano Astrale, è costante e perciò non vi è, per esempio, una distinzione tanto netta come sul piano fisico, tra i diversi stati di aggregazione. I gas, i fluidi ed i solidi, nella Dimensione di Luce, hanno quindi pari densità e forza di coesione, o meglio, si comportano come se così effettivamente fosse. Non sono stati condotti sufficienti studi scientifici per stabilire quale sia la qualità che permette una simile distinzione fra i differenti stati della materia astrale, ma alla luce dell'esperienza, è estremamente facile, ad esempio, passare attraverso un muro astrale col proprio corpo, o deviare un flusso d'acqua dal suo naturale corso.
L'ENERGIA UNIVERSALE
Nell'Akasha vibrano molte e innumerevoli energie caratteristiche, le quali hanno uguale comportamento rispetto alla cosiddetta Luce Astrale: esse possono venire plasmate ed indirizzate dalla volontà ed influenzano conseguentemente gli oggetti presenti sul piano. Vi sono due differenti, e secondo noi altrettanto valide (nel senso che probabilmente la realtà è nel mezzo), teorie circa l'origine di queste energie: la prima, quella tradizionale e più antica, riferisce che tali forze sono prodotte dal riflesso astrale che nasce dai campi energetici dei corpi celesti e dalla loro interdipendenza; la seconda, più moderna ed estremamente più fantasiosa, vuole che esista un universo parallelo, di antimateria, popolato da forze analoghe ma di segno opposto. Quando si parla di Pianeti, Intelligenze, Segni, e così via, s’intendono peculiari vibrazioni energetiche che, sul Piano Astrale, appaiono totalmente oggettive. In effetti, tali forme hanno vita propria, proprio carattere, sebbene non si evolvano nel senso tipicamente materiale del termine: non nascono, non crescono e non muoiono. Per comprendere meglio la loro natura, potremo dire che le loro azioni sono piuttosto re-azioni, nel senso che non appena interagiamo con tali intelligenze, l'energia della nostra azione viene modificata dal loro carattere e ci viene rimandata indietro. Piuttosto che nomi, essi possono venir considerati quali verbi. Ugualmente, se si possiede la tecnica necessaria, possiamo, tramite i nostri Chakram, produrre agenti astrali con caratteristiche e potenzialità analoghe a quelli già esistenti.
RELAZIONE TRA ENERGIA ED IMPRESSIONI MENTALI
L'energia universale, in quanto oggettiva, qualitativamente e quantitativamente parlando, provoca nella nostra mente delle sensazioni definite. Tali sensazioni sono però soggettive: dipendono infatti dalla cultura e dal bagaglio cognitivo dello sperimentatore. La medesima vibrazione energetica produrrà sensazioni differenti da individuo ad individuo: il significato sarà perciò oggettivo, transculturale, ma il simbolo sarà ineluttabilmente legato alla forma mentis dello sperimentatore. E' come dire che la stessa vibrazione marziale potrà produrre nelle menti di differenti osservatori tanto l'immagine di Marte, quanto quella di Thor, o quella di un Cinque Rosso (o di una "V"), e così via.
ENERGIE STATICHE E DINAMICHE SUL PIANO ASTRALE
In questa dimensione, come riferito, le varie correnti energetiche pur avendo vita ed esistenza propria, sono costanti nel tempo. Esse possono essere classificate in statiche e dinamiche: le prime sono quelle la cui vibrazione è talmente bassa di frequenza che appaiono simili agli oggetti solidi sul piano materiale. La loro qualità è quella di non poter venire modificate dall'energia dello sperimentatore; ed in effetti non possono nemmeno trasmettere sensibili modificazioni ad altri oggetti energetici. Le seconde, che potrebbero venire assimilate ad oggetti aeriformi del piano materiale, hanno una frequenza di vibrazione velocissima, molto forte, tale da modificare sensibilmente gli altri oggetti con cui vengono in contatto; ed inoltre, proprio come i gas, sono del tutto instabili. Infine, com'è ovvio, esiste una classe intermedia, paragonabile ai fluidi, la cui qualità è dunque non proprio statica ma nemmeno dinamica. Naturalmente, come premesso, tutte queste definizioni, a causa della povertà della lingua umana, ben poco chiaramente esprimono le caratteristiche di tali oggetti: l'unico modo per giungere alla comprensione di queste energie è la conoscenza diretta, l'esperienza soggettiva.
L'ESSENZA MACROCOSMICA
Molto è già stato detto sul Mondo delle Emozioni o Piano Astrale. Rimane solo da puntualizzare un ultimo, ma fondamentale, concetto: ogni esperienza astrale è talmente oggettiva nel suo significato intrinseco, da varcare, potenzialmente, i confini tipici del mondo fenomenico di tempo e di spazio. Ciò significa in pratica che, se costruiamo un laboratorio alchemico astrale, e lo rendiamo permanente sfruttando l'energia di una qualche fonte più longeva di noi, tale insieme di oggetti sarà visibile ed utilizzabile anche da altri, a patto che essi possiedano il nostro medesimo codice soggettivo di interpretazione e codificazione delle energie. Questo concetto dovrebbe, unitamente alle esperienze pratiche, fornire l'esatta misura del Piano Astrale. L'essenza macrocosmica, ovviamente, non si limita a questo, comprendendo com'è già stato più volte osservato, anche il Piano Fisico e quello Mentale. Questi due ulteriori piani però hanno diretto riflesso su quello di Luce, ed interagiscono con esso: le loro emanazioni formano dunque un tutt'uno con le energie proprie del piano che più interessa ai lettori di questo saggio. Se volessimo, incidentalmente, visualizzare in simboli l'essenza Macrocosmica, potremmo descriverla come un Albero della Vita tridimensionale riposto in una sfera, contornato dai tre Veli del Negativo. A guisa di scatola, intorno a queste sfere, vi sono le quattro Torri di Guardia alle pareti con la Tavoletta dello Spirito quale pavimento e soffitto. Oltre questa "scatola", bidimensionalmente, si potranno rinvenire i trenta Aethyr, sempre più rarefatti e posti al confine del Piano Spirituale, o Mentale ed estesi oltre tale confine. Tale descrizione, volutamente convenzionale, non trova d’accordo coloro che sostengono che i vari sistemi siano solo una differente classificazione del medesimo Piano. Eppure, dopo una personale investigazione, si nota che le diverse zone secondo la descrizione polisistemica che ho fornito, pur appartenendo indubbiamente alle Dimore Astrali, non risultano sovrapposte nello Spazio, ma solo nel Tempo: e viaggiando in linea retta, si ha l'impressione che la costruzione sia proprio come l'ho descritta, e che spostandosi ci si possa mettere in comunicazione e passare tra i differenti "mondi". In definitiva, come rimarcato altrove, non è importante che le cose stiano davvero così: per le esperienze astrali che altro non sono che il fenomeno o l'impressione che il noumeno o essenza lascia nella nostra mente e nei nostri sensi, l'importante è che in tal modo effettivamente appaia e funzioni.
L'ALBERO DELLA VITA
L'Otz Chiim, o Albero della Vita, un glifo medievale cabalistico ideato per riassumere i concetti più disparati enunciati nei testi fondamentali della Religione Ebraica sotto forma di simboli ed allegorie, si presta magnificamente quale mappa del Piano Astrale. Per la brevità di questo saggio è inutile fornire una pur succinta descrizione dell'Albero che può essere facilmente ed efficacemente studiata su altri testi specifici. Basti qui riaffermare che la visione di tale Glifo, pur essendo essenzialmente soggettiva, è originata da vibrazioni energetiche oggettive, uguali per tutti. Il sistema cabalistico dell'Albero della Vita è stato poi, recentemente ampliato in misura notevole, ad opera dei capi dell'Ordine Ermetico dell'Alba d'Oro e di Aleister Crowley, risultando in una mappa di corrispondenze estremamente più estesa, sistematicizzata e maggiormente aderente alle differenti culture e tradizioni. In pratica, tutte quelle differenziazioni soggettive esistenti nelle descrizioni della Qabalah Luranica sono state quasi del tutto superate verso un’universalità multiculturale e polisistemica.
GLI AETHYR E LE TORRI DI GUARDIA
Le quattro Torri di Guardia elementali del sistema del Dr. John Dee, sono un’elaboratissima sintesi delle zone più rarefatte del Macrocosmo. Insieme con la Tavoletta dell'Unione e con i trenta Aethyr, attraversano i confini tra i mondi e si estendono in tutto il Creato. Diversamente dall'Albero della Vita cabalistico, gli elementi del sistema di Dee e Kelly tagliano verticalmente i Piani, senza netta distinzione tra Superiore ed Inferiore, Angelico e Demonico. Il mondo invisibile è quindi rappresentato in modo essenzialmente scientifico e razionale, senza la pedante preoccupazione di distinguere nettamente tra Bene e Male. L'acuto sperimentatore sa bene che tutto è relativo e che nemmeno dio è assoluto. Sfortunatamente è necessaria una grande dose di coraggio e di equilibrio per passare indenni tramite l'invocazione delle Dimore Enochiane, ed anche quando apparentemente sembra che le conseguenze indesiderabili siano state evitate, un beffardo Guardiano di Aethyr è in agguato. Gli studiosi di ogni estrazione non sono ancora riusciti a fornire una soddisfacente spiegazione sull'origine di tale sistema, o sulla provenienza delle Chiavi o della lingua in cui tali invocazioni sono composte. E' stato solo possibile appurare, per esclusione, che non si tratta di un gergo convenzionale, di simbolismi arbitrari, di una truffa o di un’invenzione umana: l'unico concetto positivo che i migliori intelletti dell'esoterismo ed i più fervidi accademici che si sono appassionati ed applicati allo studio del complicatissimo ed intricato edificio enochiano è che funziona. Non si capisce come, non si sa perché, ma funziona. Dunque, attenzione.
LE DIMORE ANGELICHE E DEMONICHE
Alla conclusione di questo capitolo sul macrocosmo, abbiamo ritenuto necessario prestare una particolare attenzione alle energie positive e a quelle negative. Analogamente a ciò che accade nel microcosmo, anche nell'universo vi sono particolari vibrazioni di intensità tale da contagiare e modificare energie di minore forza. Come già rilevato, essendo bene e male relativi (il buon vecchio Aleister diceva che, ad esempio, il caldo è buono per il caffè ma cattivo per il gelato), è solo necessario conoscere l'ubicazione di tali energie irresistibili e quindi comportarsi di conseguenza. Nonostante ciò che si tramanda nelle sezioni orrorifiche dei testi tradizionali, le Qliphoth non rappresentano un pericolo reale; l'unico problema, anche se temporaneo, è costituito dagli Aethyr: quando si invoca un particolare cerchio, qualcosa succede sempre. L'energia è solitamente talmente tanto forte che, pur con le dovute precauzioni, essa è in grado di condizionare le persone, le cose e gli eventi per numerosi giorni. L'importante è poter usare tali forze per i propri legittimi scopi, prevedendone i risultati, buoni o cattivi che siano.
www.eclettismo.altervista.org/
Le numerose teorie filosofiche sulla Dimensione Astrale dovrebbero essere rigorosamente evitate non appena ci si proponga di cominciare un serio studio per lo sviluppo del proprio Corpo di Luce. Inevitabilmente, tutto ciò che si sente dire, si legge o si pensa sull'Astrale, finisce per condizionare negativamente ogni minima possibilità di successo. Lo stesso uso di questo manuale tecnico è essenzialmente stupido e contro senso: come si può immaginare di tentare di dominare (o quantomeno scoprire) le Dimore Spirituali facendosi condizionare il cervello e lo spirito da macchie d'inchiostro su carta! Tuttavia, per giustificare questo saggio, intenderemo tentare di influenzare il meno possibile, illustrando esclusivamente gli aspetti tecnici e filosofici che, nella nostra personale esperienza di studenti ed insegnanti, si sono rivelati comuni. I lettori, dal canto loro, tenteranno di usare questo scritto come un trattato teorico/pratico qualsiasi, cercando di assimilarne i contenuti e di dimenticarne consciamente ogni riga prima di cominciare un qualsiasi esperimento. In alcun caso, comunque, questo libro dovrà venire impiegato quale manuale di riferimento. Lo studente è inoltre stimolato ad usare gli esempi pratici e le nozioni teoriche da noi esposte quale chiave generica d’impiego basandosi però solo sulle proprie esperienze dirette ed andando a verificare personalmente ogni assunto prima di considerarlo esauriente. Desideriamo inoltre chiarire, preliminarmente, che tutto ciò che è riportato in questo saggio, relativamente alla Dimensione Astrale, non è in alcun modo connesso con superstizioni e concetti tradizionalmente noti sotto il nome di spiritismo, telecinesi, e fantasie o teorie affini. Il termine "fantasma", o "spettro", può essere ben impiegato per descrivere il Corpo Astrale, ma solo circa il suo significato etimologicamente originario. In ogni caso è necessario tenere ben presente che, sebbene nessuno può affermare con certezza e produrre prove dell'esistenza dei piani ultrafisici come quello astrale, la natura si comporta come se le cose descritte nel presente saggio esistano veramente. Questa è dunque l'unica cosa importante: facendo una data cosa si ottiene un dato effetto; è ininfluente sapere se si sta agendo su realtà o fantasia, e poi, chi può sancire cos'è la realtà?
PRINCIPALI DIFFERENZE TRA CORPO FISICO E CORPO DI LUCE
I Chakram del corpo fisico sono generalmente atrofizzati in un individuo adulto. Alcuni metodi iniziatici, mediante cerimonie energeticamente molto complesse, dissigillano o riaprono tali centri nervosi e li riempiono di corrente sottile che li attiva. Oltre agli indubbi benefici fisici che tale attivazione comporta, l'apertura e l'iniziazione di alcuni di questi Chakram produce un istantaneo ispessimento dell'Aura ed un controllo molto definito su questa. Il Corpo Astrale è essenzialmente un modellamento molto raffinato di quest’Aura e la capacità astrale è appunto la capacità di usare tale corpo analogamente a quello fisico, dopo avervi trasferito la propria coscienza e consapevolezza. A grandi linee, poiché il Corpo Astrale agisce nella Dimensione Astrale a lui affine, formata presumibilmente di "molecole" dello stesso tipo, ha un comportamento analogo a quello del corpo fisico; come si vedrà oltre, analizzando alcune basilari formule di fisica astrale, le possibilità totali sono però estremamente elevate, venendo a diminuire (fino a tendere a zero) alcune limitazioni intrinseche della terza dimensione quali, ad esempio, la densità dei corpi, la forza di gravità e la massa. Per averne preliminarmente l'idea in un esercizio di meditazione, s’immagini l'incremento di possibilità che darebbe la condizione di non avere quasi più peso, unito alla capacità di dimensionare il proprio corpo e plasmare gli oggetti o addirittura inglobarli in sé con la stessa facilità con cui si mettono in tasca, e così via. Ma attenzione! Con le possibilità aumentano anche le difficoltà ed il tempo necessario all'educazione, nonché i possibili pericoli: come sarà più approfonditamente analizzato nell'ultimo capitolo, al di là delle minacce volontarie e di tutte le insidie ambientali, per una mentalità troppo legata ai canoni della dimensione fisica anche le proprie creazioni apparentemente innocue e statiche possiedono un coefficiente di pericolosità elevatissimo dato dalla loro natura e derivazione energetica.
PROPRIETÀ E QUALITÀ DEL CORPO ASTRALE
La minima densità del Corpo Astrale fa sì che questo sia estremamente più duttile del corpo fisico e risponda più prontamente alla Volontà del suo proprietario. Le limitazioni, strettamente legate alle caratteristiche della Dimensione Astrale, sono davvero poche se raffrontate a quelle del suo corrispettivo fisico, ed i suoi impieghi hanno una gamma estremamente flessibile. Come si vedrà, è possibile spaziare da applicazioni di tipo mistico-speculativo per arrivare sino ad un’efficace forma di iatricia e taumaturgia astrale basata sulla corrispondenza stretta tra i due piani, attraverso tutta una serie di esperienze soggettive (oggettivabili con la debita tecnica) che toccano ogni possibile branca delle Scienze Occulte. E' possibile, e ci si auspica che lo studente sperimenti in tal senso, creare ad esempio un completo laboratorio alchemico permanente sul Piano, e frequentarlo, ampliandolo e modificandolo, periodicamente, con risultati analoghi a quelli ottenibili sul Piano Fisico, ma di ovvia maggior praticità sia dal lato economico, quanto da quello della segretezza. Oggettivando poi i risultati, sarà possibile rendere la disponibilità tanto di questi, quanto del laboratorio stesso, ad uno in particolare o ad una cerchia di frequentatori del Piano. I sensi del Corpo Astrale sembrano funzionare in modo alquanto alterato rispetto a quelli fisici: hanno una gamma percettiva differente ed è perciò necessario un certo periodo di sperimentazione ed addestramento prima di poter agire sul Piano con la padronanza e la sicurezza desiderata. Il Corpo di Luce, ad esempio, a differenza di quello fisico, anche quando la coscienza vi è stata completamente trasferita, non possiede la sensibilità tipica al dolore: questa caratteristica è, intuibilmente, tanto un vantaggio quanto uno svantaggio. Inoltre, a complicare ulteriormente le cose, la succitata gamma percettiva è solo potenzialmente uguale per tutti; per meglio comprendere il concetto, si consideri l'udito di un cane rispetto a quello di un uomo e la vista di un presbite rispetto a quella di un sano: la differenza di acutezza percettiva è nel primo esempio dovuta alla differenza di specie, e nel secondo è dovuta ad una debolezza o deficienza. Ovviamente, quando l'esperienza astrale è indotta e quando non si è formato propriamente il Corpo Astrale e non è stata trasferita appieno la coscienza ed i suoi sensi, le impressioni che si ricevono sono quasi esclusivamente di natura emotiva ed emozionale, senza direttamente influenzare la vista, l'udito o il tatto. Non appena però si sia compiuto il processo di trasferimento della coscienza dal corpo fisico a quello di Luce allora è possibile aprire i propri "occhi astrali" e percepire la Visione nitidamente e con eguale se non maggiore vividezza dell'omologo senso fisico. Gli altri quattro sensi invece, pur mantenendo analoga veridicità, si comportano in modo estremamente più raffinato e preciso.
L'ESSENZA MICROCOSMICA
Il Corpo di Luce, o Astrale, è anche detto "Corpo del Desiderio", appartenendo a quel piano emozionale, o astrale, superiore al piano materiale e inferiore al piano ideale o metafisico. Esso è creato dall'irradiazione pranica dei Chakram, in special modo da quella del Sahsrara che in tutti gli esseri umani ha l'aspetto di un Cono di Luce, o "campana bianca", e formato dalla vibrazione peculiare degli stessi centri nervosi quando siano stati debitamente iniziati. Il Sahsrara Chakra, anche chiamato pseudo-chakra o "Loto dai Mille Petali", è posto lungo l'asse verticale del corpo umano, al di sopra della cosiddetta fontanula e ad una distanza variabile dalla testa, direttamente proporzionale al reale grado di iniziazione posseduto. Esso provvede, tra l'altro, come si diceva, a dare sostanza e consistenza all'energia del corpo, costituendo una sorta di ombrello conico intorno all'uomo, un’essenza microcosmica che è poi modulata dalla vibrazione intenzionale o automatica degli altri Chakram unitamente ad altri fattori energetici quali, ad esempio, quelli originati dall'attrito dell'aria sulla pelle o dal contatto con particolari campi magnetici naturali o artificiali. Gli altri Chakram, a coppie, oltre a veicolare il tracciato di Kundalini e ad assolvere numerosi compiti che esulano dal presente trattato, permettono, dopo la debita iniziazione ed attivati dal corretto Mudra, di plasmare e di recepire, comunicando poi con l'organismo e la mente, ogni funzione attiva e reattiva, e trovano applicazione nel modulare in modo più o meno sottile le energie fondamentali nelle attività di relazione dell'individuo: il Muladhara sovrintende alle funzioni-chiave delle energie sessuali base quali, ad esempio, la funzione riproduttiva (creativa nel maschio e generativa nella femmina); lo Svadishtana raggiunge le emozioni intense della sessualità che partono dalla mente e colpiscono il fisico quali le immaginazioni erotiche e l'eccitazione fantastica; nel Manipura risiedono tutte le emozioni forti e rozze, a partire dal coraggio e dalla paura per finire con la passione, mentre nell'Anhatta si rinvengono tutte quelle emozioni intense più eteree quali, ad esempio, l'amore e la gioia estatica o l'orrore; il Vishudda Chakra ha stretta relazione con la facoltà di esprimere attraverso la propria aura od imprimere in quella altrui e nell'Akasha tutte quelle sensazioni di simpatia o antipatia, attrazione o repulsione; l'Ajna ugualmente, ma in modo estremamente sottile, domina le vibrazioni che evocano immagini altamente impressive ed espressive.
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+ sabato, 22 novembre 2008 +
In italiano, la parola Strega deriva dal latino "strix", che indica un uccello notturno simile alla civetta, che appartiene al mondo della Notte, e quindi dell'Inconoscibile.
Soprattutto in epoca Medioevale, la notte era vista come il momento in cui tutto ciò che è Ignoto, e quindi spaventoso, esce allo scoperto e popola i sentieri, le campagne e i boschi silenziosi. Gli uccelli notturni stridono, contrariamente a quelli diurni, che cinguettano; le ombre creano figure inquietanti e ogni regola che, durante il giorno, dirige la vita ordinaria di tutti gli uomini, di notte scompare.
La notte sovverte gli schemi razionali/diurni degli uomini e quindi essi temono la discesa delle tenebre, con i loro “demoni” e le loro "streghe", ovvero coloro che la notte non la temono, ma che, anzi, la amano perchè la percepiscono come loro alleata. Nemica delle regole e amica dell'istintualità selvatica, nemica degli abiti stretti e costrittivi e amica della divina nudità, nemica della compostezza e amica delle danze sfrenate, la Notte è sposa di quelle Anime, femminili o maschili, che segretamente, nel profondo dell'Essere, non aspettano altre che lei, per rovesciare il mondo umano e vivere liberi in quello divino.
La Strega, fondamentalmente, è un'Anima "notturna", intesa come nemica dell'estremo ordine razionale, del "giorno" passato a fare cose senza senso, a correre perchè "manca il tempo per fare tutti i doveri", a lavorare, a mantenere un atteggiamento contenuto e ordinato, ad indossare e mostrare maschere per apparire simili agli altri, ad indossare abiti stretti e coprenti che nascondono ed imprigionano il corpo, ad essere gentili e cordiali con tutti, ecc. ovvero a fare tutte quelle cose che in realtà sono caduche ed illusorie, mai veramente utili e fuorvianti.
Ma la Strega non è solo questo. Tornando al termine "strix", infatti, intuiamo che esso richiama proprio ciò che vive nella notte e possiede la capacità magica e misteriosa di "vedere nel buio", ovvero di saper scorgere la realtà delle cose al di là del buio apparente, dell'illusione, di ciò che oscura la vista e rende ciechi.
La Strega pertanto è una persona Saggia perchè solo la Saggezza che proviene dal profondo Divino può donare la capacità di Vedere oltre il buio dell'illusione e, viceversa, ciò che può essere Visto al di là dell'apparenza, dona ulteriore Conoscenza e Saggezza divine.
La Strega è Colei che Vede, ma è anche Colei che, come la civetta, è in grado di volare oltre la notte più nera, oltre i veli più pesanti d’apparenza e superficie, ovvero di librarsi con lo spirito e di viaggiare da un mondo all’altro, abbandonandosi all’ebbrezza della sua assoluta libertà. E da ogni viaggio ritorna colma di nuova meraviglia, di nuova bellezza, di nuova conoscenza e consapevolezza sublimi.
Ella è Colei che ha conosciuto la Saggezza perché l’ha toccata e l’ha integrata in sé, vivendo della sua luminosità accecante; è Colei che custodisce il misterioso Fuoco magico che arde nel profondo; è Colei che sa distinguere la verità dietro alle maschere che la nascondono; è Colei che ha ritrovato la vera sintonia e comunione con la Grande Madre primigenia, coltivandole sempre di più sino a divenire una cosa sola con Essa. Ella è questo e molto altro ancora…
Per questo è una Donna sacra… e non abbisogna d'altro che di ciò che già vive e riluce dentro di lei.
Il termine ‘strega’, inoltre, secondo una definizione a dir poco meravigliosa, “ha in realtà il senso originario di 'Donna di Conoscenza', cioè indicava ogni donna che si mette, per vie ad essa adatte e peculiari, alla ricerca della Verità e dell'Armonia”.*
Il che comunque non giustifica l’abuso del termine che oggi dilaga ovunque, poiché in ogni caso, chiunque creda o pensi di essere una Strega senza possederne i requisiti –o perlomeno la purezza e predisposizione necessarie ad intraprendere un Percorso che porterà, un giorno, a poter accogliere amorevolmente questo nome- evidentemente dimostra di non conoscere nemmeno il vero ed originario significato della parola, ed inoltre svilisce enormemente tale termine ‘adattandolo’ alla propria persona totalmente indegna di portarlo, come purtroppo in questi tempi accade abitualmente, soprattutto all’interno delle realtà neo-pagane.
Sarebbe più semplice e corretto, nonché onesto e veritiero, sentirsi per ciò che più naturalmente si è, ovvero dei Viandanti che percorrono gli infiniti Sentieri magici -scegliendo quelli più congeniali al proprio essere- alla ricerca della Consapevolezza, della Bellezza, della Verità dell’Anima Antica, e quindi della Grande Madre naturale e del Suo Ventre d’eterna Armonia.
* Citazione da Davide Melzi, La Via dello Sciamanesimo boreale, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 1996, pag. 68
www.tempiodellaninfa.net/
+ mercoledì, 12 novembre 2008 +
Tratto da: L'arte della Strega di Dorothy Morrison
Altri Articoli:
Luna di Novembre - Il Cherchio della Luna
Luna di Novembre - Il Giardino delle Esperidi
+ sabato, 25 ottobre 2008 +

Anche conosciuta come mano di gloria, radice del diavolo, Erba di Circe
Questa pianta di origine mediterranea cresce soprattutto nelle regioni meridionali della nostra penisola, predilige posizioni assolate , è sporadica ai margini dei campi, nelle radure dei boschi, nei luoghi incolti.
Ha una forma erbacea, acaule (senza fusto), è una pianta perenne con foglie disposte a rosetta basale di forma ovato-oblungata corrugate e glabre che spuntano poco prima della fioritura; i fiori sono piccoli e violacei e si sviluppano al centro della rosetta, la fioritura va da giungo ad agosto e i frutti consistono in una bacca ovoide rossastra o gialla, lunga fino a tre centimetri. E' una pianta velenosa e a scopo terapeutico viene utilizzata la radice, raccolta in autunno. la mandragora ha proprietà lenitive, sedative, afrodisiache; cura malattie della pelle, emorroidi ed è usata come antisettico. Le sue fumigazioni perdono qualunque effetto nocivo. Questa pianta contiene potenti alcaloidi che possono far aumentare le pulsazioni cardiache, producono effetti di eccitazione psicomotoria e psichica, allucinazioni, manifestazioni di riso convulso e stati deliranti.
Pianta sacra per eccellenza alla Dea Ecate, ama la notte, ed è quindi collegata anche ad Artemide, Diana e alla luna. I cabalisti sostengono che la Mandragora sia il frutto della solitudine di Adamo. Curioso è l’aspetto antropomorfo della radice e si narra che al momento in cui venga sdradicata la pianta lanci un grido che faceva morire o diventare pazzi. La forma della radice simile al corpo umano completo di genitali ha fatto si che la mandragora venga considerata afrodisiaca. Questa pianta si dice guarisca l'epilessia, il "mal di luna", può scacciare i demoni ed ha sempre avuto una valenza ambigua in quanto, pur essendo vero che la sua radice nell'uomo guarisce il corpo e l'anima, essa può, nello stesso tempo, portare a perdizione; può donare un sonno ristoratore, ma provoca anche pazzia, può uccidere ma è anche un rimedio contro il veleno dei serpenti. Si sostiene che se la radice raccolta, purificata e resa il più possibile simile all'uomo verrà abbigliata, vezzeggiata, accudita, le verranno offerti pasti più volte al giorno e venga ubicata in una degna collocazione, essa procurerà felicità, ricchezze e salute, scaccerà le forze negative, aiuterà a ritrovare gli ori nascosti e sarà una cura per tutti i mali.
USI E PROPRIETA'
In ambito magico la Mandragora è adatta per aumentare i poteri psichici, ad esempio attraverso bagni rituali in cui aggiungere , alla acqua del bagno, un litro di acqua bollita con radice di mandragora in unione a 50 grammi di foglie di salice, 7 pizzichi di origano e 7 cucchiai di miele. Sempre la radice può essere usata per la creazione di oli atti alla seduzione, insieme a 7 chiodi di garofano e 7 rose rosse o per ungere le candele usate nei rituali. La Mandragora è usata per costruire talismani per la difesa attiva, per sacchettini di protezione , per attrarre il denaro, per la seduzione, contro l'impotenza o per assicurarsi la fedeltà del proprio uomo.
L'incenso creato con la radice di questa pianta in unione con una parte di aconito, una di elleboro nero, una di belladonna, una di giusquiamo e una parte di olio di mandorle amare è utilizzato per entrare in contatto con la Dea Ecate, o per operazioni di difesa, insieme con una parte di grani di incenso, di foglie di salvia, peperoncino e 13 gocce di olio essenziale di iperico; e per l'amore passionale, insieme sempre ad una parte di grani di incenso, una di petali di rosa e 13 gocce di olio essenziale di verbena
Fonti : Il Grande libro delle piante magiche - Laura Rangoni
magia dell'acqua:due incantesimi liberatori
La maggior parte dei problemi che rendono sgradevole la vostra vita sono provocati da pensieri cattivi o gelosi da parte di altri.
incantesino liberatorio n.1
Lavate con cura un pezzo di ossidiana lavorata o di onice nera con l'acqua caricata.Asciugatelo completamente.
Mettere un sottile strato di sale marino in una piccola ciotola e deporre la pietra sopra il sale.
Poi dite:
Toccatevi il centro della fronte,il palmo di ciascuna mano e la punta di ciascun piede con l'acqua caricata.
Attendere per 24 h per poi poter portare la pietra con voi tutti i giorni oppure lasciatela da qualche parte in casa vostra in una posizione centrale.
incantesimo liberatorio n.2
Questo è un ottimo incantesimo da usare quando le vibrazioni in casa vostra non vi sembrano positive,
quando avete avuto ospiti negativi o quando in casa c'è discordia. Lo si può ripetere per cinque giorni consecutivi dopo la luna nuova,se lo si ritiene necessario.
Con la luna nuova, macinate un cucchiaino di basilico essiccato con tre cucchiaini di sale marino. Assicuratevi che la miscela sia macinata molto finemente.
Versatela in una piccola ciotola e disponetela su uno strato di sabbia decorato con conchiglie e altri oggetti che siano ricollegati alla magia dell'acqua.
Ponetela li per qualche tempo e intanto dite per tre volte:
Muovetevi in senso orario in ogni stanza, spargete un pochettino della miscela in ogni e intanto pronunciate queste parole:
Ricordate anche gli armadi.
Quando avrete finito,accendere una candela bianca e un pò di incenso di patchouli e lasciare bruciare una candela per un'ora prima di spegnerla.
fonte: D.J.Conway Il fantastico mondo delle Creature dell'Acqua














